Un grazie di cuore a tutti i nostri sponsor che ci hanno permesso di realizzare quest’opera
Il Bivacco Vaccari
Con i primi timidi inizi di turismo escursionistico nel dopoguerra, la Valle del Cridola per le sue immense bellezze, necessitava di un ricovero, bivacco, punto d’appoggio. Nacque così l’dea nel 1951 durante la prima riunione della neonata sottosezione di Lorenzago, di dotare l’alta parte della valle di un ricovero, stessa intenzione si ebbe l’anno successivo, ma poi tutto cadde nel dimenticatoio fino al 1976. In quell’anno la Sezione cai di Montebelluna cercava un luogo dove posizionare un bivacco; forte delle sue origini Lorenzaghesi, Silvio Tremonti propose alla locale sottosezione di Lorenzago una collaborazione per individuare il luogo più adatto a tale scopo. Così il 12 novembre del 1976, il presidente Tremonti di Montebelluna e il suo omologo lorenzaghese Robin Francesco, inviarono una lettera al comune cadorino con richiesta di installare un ricovero nella Cuna del Cridola. Il luogo fu scelto per la sua comoda posizione nel crocevia dei sentieri che transitano il gruppo del Cridola, sia da valle verso monte per la vetta, oppure est per la Forca e quindi rifugio Giaf o ritorno al Passo Mauria. Il Comune di Lorenzago con una delibera di giunta datata 1 dicembre 76, diede l’avvallo al progetto, sottolineandone la valenza di potenzialità turistica per la zona e quindi di valorizzazione della montagna dell’Oltrepiave. La delibera sanciva la comproprietà del manufatto fra le due sezioni e ne sottolineava l’aspetto ambientale e non speculativo dell’opera, pertanto la concessione del terreno è a titolo gratuito. Dalla documentazione d’archivio vediamo si tratta di un manufatto di bivacco fisso tipo “fondazione Berti” con 9 posti letto di dimensione 2,3x3.47 alto 2.5 mt, rivestito in lamiera colore rosso, dotato di 4 finestrelle e porta divisa in due. Il suo peso stimato è di 21 quintali suddiviso per il trasporto, in 86 colli, di peso medio 22 kg. L’intervento di installazione avvenne nel autunno del 1977 grazie alla ditta Elitalia di Trento, insieme ai tecnici della ditta costruttrice Barcellan di Padova, presenti anche i già citati presidenti Robin e Tremonti. Con lettera del 25 novembre 1977 le sezioni comunicano alla Fondazione Berti l’avvenuta installazione del bivacco e chiedono venga affiliato alla fondazione stessa. La risposta affermativa arriverà nella primavera del 1978, così l’inaugurazione fu prevista il 20 agosto dello stesso anno. In quella domenica di agosto il bel tempo si concesse senza riguardo, regalando così una giornata memorabile. Presenti oltre 200 persone salite dalla valle del Cridola, dalla Forca e anche dalla Tacca, fra di loro B.Crepaz vicepresidente del coordinamento veneto giuliano del CAI; Roberto de Martin, consigliere nazionale del CAI; Italo Zandonella per la fondazione Berti, vari presidenti di sezione, fra cui Trieste. La messa fu celebrata da Don Sesto da Prà , da mons. Martini prevosto di Montebelluna, e Don Riccardo Palotti di Forni di Sopra. Dopo la, S. Messa e la benedizione dell'opera si prosegue con i discorsi inaugurali dei presidenti del CAI di Montebelluna e di Lorenzago, Silvio Tremanti e Francesco Robin. Prendono successivamente la parola, felicitandosi per la realizzazione, l'avv. Camilla Berti, il dr. Roberto De Martin, il geom. Giovanni Rotelli del CAI di Belluno e il dr. Franco Vaccari in rappresentanza della famiglia la cui generosità ha permesso la realizzazione del bivacco e a cui è dedicato il ricordo del socio Aldo Vaccari a cui si è aggiunto il nome di Miranda sua cugina nel 2001. Passato quasi mezzo secolo il presidente Emilio Fabbro insieme al direttivo, decide nel 2022 di ristrutturare completamente il bivacco , data ormai l'inadeguatezza di alcuni elementi e lo stato di degrado della struttura stessa. Si chiede così come primo passo l’aiuto del fondo rifugi del Cai Centrale , il quale lo eroga senza alcun problema immediatamente dopo la richiesta, si procede poi nel valutare diverse soluzioni che vanno dal classico a botte al moderno, per poi scegliere la prima opzione. I lavori sono così affidati alla ditta fornese Legnolandia e al direttore dei lavori Fabrizio Dolmen, il bivacco verrà inaugurato il 20 luglio 2025.
Accessi:
Da Lorenzago: Dalla Strada nazionale 52 località fienili "Borbe" segnavia 326 (mt.1058), oppure località "Ciampo" sentiero 340 (m 987), prima su strada sterrata poi alle sorgenti diventa sentiero che incrocia poi il 326. Ci si incammina nell'ampia valle del Cridola, che si risale sul ghiaione ove sotto scorre l’acqua di Lorenzago. Si mantiene la sinistra orografica fino alle roccette, ove c’è un bivio per la direzione della "Forca o della Tacca. Si sale su un sentiero in roccia in direzione forca del Cridola per poi risalire brevemente un prato erboso e ritrovarsi di fronte al bivacco. Ore di percorrenza 3:30/4
Dal Rifugio Giaf : Si sale lungo il sentiero 340 subito dietro il rifugio, che porta al "Boschet" a quota m 1707. Da questo piano si continua in direzione Ovest inoltrandosi nell'alta valle del torrente Fossiana, tagliando le ghiaie il sentiero sale verso il "Valò". Giunti sui prati (quota m 1874), sotto la imponente mole del "Valonut" saliamo sempre verso destra fino a inoltrarci nella fessura della "Mescala" che ci porta nel piccolo catino terminale del "Valonut" da dove in breve si raggiunge la Forcella Cridola a m 2176. Da qui per tracce di sentiero si scende rapidi al Bivacco che si intravede in basso. Il dislivello in salita é di m 776 dal Rifugio Giaf (m 1171 dal parcheggio ) più m 126 di discesa. Tempo in tutto ore 3.30 dal Rifugio ( 4.30 dal Parcheggio ). Il rientro si consiglia dalla stessa parte in circa ore 3.00. C.A.I. sezione di Forni di Sopra.
Dal Passo della Mauria:
1) Attraverso il "Sentiero attrezzato Olivato" , quindi portandosi al ricovero Miaron a mt 1700, poi seguendo i segnavia attraverso il sentiero attrezzato . ore 3:30
2) Dal parcheggio (m 1298) si prende immediatamente a destra su segnavia 348, abbandonando la mulattiera verso Giaf 341 e salendo il costone boscato che ben presto lascia posto a mughi e ghiaioni. Superati alcuni tratti esposti si raggiunge l'ampio "Valò dei Cadorini" da dove tenendosi a sinistra si risalgono i disagevoli ghiaioni fino a raggiungere la soprastante forcella "Mescala" (m 1967), da dove risalendo il costone andiamo a incrociare il sentiero 340 e quindi dalla Forca del Cridola al bivacco. Ore 3.00